Una linea nel mondo| Dorthe Nors
Una linea nel mondo| Dorthe Nors
“Una linea nel mondo. Un anno sul Mare del Nord” di Dorthe Nors è un viaggio che esplora il legame indissolubile tra paesaggio e identità umana. Un libro che sembra abitare il luogo che racconta.
Dopo anni di lontananza, l’autrice torna nella penisola danese dello Jylland e vede sotto i suoi piedi quella lunga linea che ha srotolato sulla scrivania come una carta geografica. […] Una linea di costa lunga un migliaio di chilometri. Da Skagen in Danimarca fino a Den Helder nei Paesi Bassi. Una linea che rappresenta un confine geografico ma, soprattutto, il confine interiore perché in quei mille chilometri di costa dal Mare del Nord a quello dei Wadden, Nors ci porta in un viaggio che scandaglia l’io in connessione con un paesaggio sempre mutevole.
Di fronte a un paesaggio in movimento, edifici e persone devono adeguarsi: è la regola di base per convivere con il Mare del Nord. Ed è proprio lui l’altro protagonista del viaggio: presente, impetuoso e potente. Un mare che prende vite e ridisegna le coste, che costringe le comunità a reinventarsi, che modella anima e luoghi.
Permeata dal legame indissolubile con la propria terra e l’impulso altrettanto forte di andare altrove, la vita della Nors vive costantemente la tensione tra restare e andare, tra ritorni e partenze e per questo, con naturalezza, ci consegna una profonda riflessione sull’identità: è nella scissione che impariamo chi siamo.
La seguiamo dunque lungo la linea di costa che custodisce le storie di chi quelle terre le abita da sempre. Migliaia di chilometri intrisi di antiche abbazie, vecchi fari, comunità matriarcali e sullo sfondo, sempre impetuoso, il Mare del Nord.
Un viaggio che ci insegna ad accettare la complessità del restare e dell’andare, dell’appartenenza e del distacco, a vedere l’impatto dell’uomo sull’ambiente e a imparare quanto siamo intrecciati ai luoghi che viviamo.
Bisogna arrivare a Skagen, dove il Mar Baltico e il Mare del Nord si incontrano per scrivere la fine e riavvolgere il nastro.
Chiudere gli occhi e immaginare una bambina con un piede in un mare e uno nell’altro e in mano un cono gelato.
È estate, la luce di Skagen è bella come solo le cose particolari sanno esserlo.
C’è una linea che separa due mari e la piccola Dorthe che vorrebbe restare ma ha anche voglia di andare, non può fare altrimenti.
L’identità nasce da una scissione.
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