• Home
  • Libri
    • Letteratura dall’Africa
      • Libri dalla Nigeria
    • Letteratura dall’Asia
      • Libri dal Giappone
      • Libri dal Medio Oriente
      • Libri dal sud est asiatico
      • Libri dall’Asia meridionale
      • Libri dall’Asia settentrionale
    • Letteratura dalle Americhe
    • Letteratura dall’Europa
      • Libri dai Balcani
      • Libri dal Nord Europa
      • Libri dall’Est Europa
      • Libri dall’Europa Occidentale
  • Racconti in Valigia
  • Foto
  • Chi Sono
  • Scrivimi
  • Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • Home
  • Viaggi
  • Libri
  • Racconti
  • Libri in valigia
  • Libri sul comodino
  • Di pensieri
  • Blog
  • Recensioni
  • Foto
  • Chi Sono
  • Scrivimi
  • Cerca
  • Menu Menu
Racconti in valigia

Ad Amsterdam con Jessie Burton

Un viaggio nell’Amsterdam del 1687 con Jessie Burton e i suoi due libri “Il miniaturista” e “La casa del destino”, usciti a dieci anni di distanza l’uno dall’altro.

Recensione

Petronella arriva ad Amsterdam dalle campagne di Assendelft con il suo pappagallo Peebo.
Un mese prima ha sposato il ricco mercante Johannes Brandt e oggi bussa alla sua porta.

Ad accoglierla, però, c’è solo la sprezzante sorella Marin Brandt e la domestica Cornelia, famosa per la sua ottima cucina e per avere occhi e orecchie in ogni angolo della casa.

A sorvegliare le donne, dare una mano in casa e a lavorare col seigneur Brandt c’è Otto che arriva dal Suriname. La sua pelle scura e i capelli ricci tradiscono le sue origini e in una città di finti perbenisti con le orecchie tese ai lunghi sermoni della domenica e mani ben strette ai propri fiorini, la sua presenza fa scalpore. Come fosse un animale da circo, le dame di Amsterdam pongono degli uccelli sui suoi capelli. “Il nido perfetto”, immaginano.

Questa Amsterdam ha regole precise che non possono essere violate. L’invidia è più forte della verità e dell’amore e Nella ne sarà sopraffatta. Con i suoi diciotto anni dovrà tenere alta la testa, imparare a vivere e superare le insidie che l’alta società olandese le riserverà.

Solo una cosa ha valore per Nella: la riproduzione in miniatura della casa offertale come dono di matrimonio da Johannes.
Essa è la copia perfetta della loro casa di Amsterdam, Nella ne rimane affascinata.
Decide, quindi, di ordinare delle miniature all’unico miniaturista presente ad Amsterdam, ma, quando apre il pacchetto che le consegna, si accorge che quelle che le arrivano, sono miniature fin troppo fedeli alla realtà.

Settimane dopo, senza aver fatto alcun ordine, riceve altri pacchetti contenenti miniature che, se solo si avessero avuto occhi attenti, ci si sarebbe accorti che esse raccontavano storie non troppo lontane dalla realtà.

Una benedizione? Una persona con poteri premonitori? O una maledizione?

Diciotto anni dopo, ne “La casa del destino”, troveremo risposta a queste domande quando, la giovane Thea, riceverà in dono la miniatura di una casa. Tra intrighi, amori di profitto e radici che si attaccano addosso, Nella potrà finalmente mettere un punto alla storia di quella persona dalle mani fatate che sembra in grado di leggere il destino.

E perché no, vivere, finalmente, quella vita che le è stata negata.

Jessie Burton ci regala una storia capace di rivelare una società olandese ben diversa da quella che conosciamo oggi.

I libri rappresentano l’affresco di una città di mercanti e perbenisti che ha come unico obiettivo il dio denaro e in nome di quello getta fango su chi alla città ha dato tanto, giustificandosi attraverso la religione, anche questa piegata a ciò che luccica.

L’alta società olandese non ne esce pulita e la Burton la tratteggia con toni duri gettando pennellate di durezza e critica.
Ma, nonostante la crudeltà, la giovinezza sfiorita, la ribellione di una diciottenne riccia, nonostante la falsità evidente dell’alta società, a sopravvivere è il focolaio domestico. I rapporti veri, l’amicizia, la famiglia.

L’amore.

Ed è proprio la vicinanza degli affetti ciò che ho apprezzato maggiormente di entrambi i libri, legami che col passare degli anni si rafforzano e divengono indissolubili.

Ho amato anche la perfetta caratterizzazione dei personaggi che evolvono, mostrando forza e debolezze, attraverso la penna sapiente di Jessie Burton.

Leggendo questi due libri, ma soprattutto “Il miniaturista”, sarà come ritrovarci in un quadro di Rembrandt, con tutte le sfumature dell’esistenza; luci e ombre che avvolgono Amsterdam e la sua società.

A chi consiglio la lettura di questi libri?

A chi ha voglia di viaggiare in un’Amsterdam ben diversa da quella dei giorni nostri, a chi ha voglia di una storia ricca di mistero e che non teme di guardare alla crudeltà dell’uomo.

Altre Recensioni che potrebbero interessarti

    •   Back
    • Libri dai Balcani
    • Libri dal Nord Europa
    • Libri dall'Est Europa
    • Libri dall'Europa Occidentale
il mare di pietra, isole eolie Francesco Longo

Il mare di pietra| Francesco Longo

In Puglia, da Alda Merini a Mario Desiati

In Puglia| Piero Meli

palermo è una cipolla remix

Palermo è una cipolla Remix, di Roberto Alajmo

Anna sta coi morti

Anna sta coi morti | Daniele Scalese

Ad Amsterdam con Jessie Burton

Ad Amsterdam con Jessie Burton

La rampicante | D. Grittani

La rampicante | D. Grittani

Home / Recensioni / Letteratura dall'Europa / Libri dall'Europa Occidentale / Ad Amsterdam con Jessie Burton

Home

Recensioni in Valigia

Racconti in Valigia

Fotografie in Valigia

Chi Sono

Scrivimi

cri_racconti_in_valigia

📖A Stromboli Lidia Ravera ci porta nell’isola sen 📖A Stromboli 
Lidia Ravera ci porta nell’isola senza luci dove la bussola è rappresentata da stelle e via lattea. 

Ci racconta di questo amore improvviso e inaspettato nato in un 15 di agosto mentre, insieme all’amica Patrizia, recita nel teatro uno dei suoi pezzi. 

Dell’inverno che entra dalla finestra con prepotenza e delle navi cariche di cibo che non arrivano perché il mare è in burrasca. 

Sì, perché quello a cui nessuno pensa e che su un’isola è il mare che detta i tempi, le andate e i ritorni. 

E di ritorni, l’autrice ne ha compiuti molti prima di stabilirsi sull’isola per sei mesi all’anno con una terrazza affacciata sul mare e il vulcano a colorare il cielo di rosso. 

Lo Stromboli,  presenza costante a cui gli abitanti sono abituati da millenni, rispettosi, ammaliati e a volte anche un po’ timorosi. 

Le pagine si riempiono delle storie di chi l’isola la abita, si riempiono di mare, vento, fuoco e di questa terra dolce amara. 

Si impara il presente, a Stromboli. Quello che l’autrice, altrove, non riusciva a trovare perché sempre proiettata verso un domani carico di impegni. 

Su quest’isola, quando le luci si spengono e i turisti sono salpati verso nuove mete, resti sola con te stessa incontrandoti ogni volta come fosse la prima. 

#raccontiinvaligia #bookstagramitalia #letteraturadiviaggio #libridiviaggio #stromboli
C’è un momento in cui, dall’aliscafo, l’orizzonte C’è un momento in cui, dall’aliscafo, l’orizzonte smette di essere una linea infinita. A interromperlo è un cono vulcanico che si innalza per oltre novecento metri sopra il mare e affonda per altri duemila sotto la superficie.

A Stromboli, il sommerso e il visibile si muovono allo stesso ritmo.

L’isola accoglie con il profumo della ginestra e la ruvidità della pietra lavica. Case bianche aggrappate alle rocce, sabbia nera e mare blu cobalto.

E intanto, dall’alto, lo Stromboli resta vigile. La notte si accende di lapilli incandescenti e il silenzio viene interrotto dal fragore delle esplosioni, che si ripetono, in media, ogni 10-20 minuti.

Alexandre Dumas padre lo definì «il vulcano più gentile della terra», per le sue periodiche e infuocate eruzioni.

Ma c’è qualcosa di Stromboli che nessuna descrizione, per quanto accurata, riesce davvero a restituire.
Quest’isola mi è entrata nel cuore con la forza di un mare in tempesta.

È una forza ancestrale che ti trascina da qualche parte, lontanissimo, e risveglia la voglia di camminare scalza su un pavimento di cenere e pietra lavica.

È camminare di notte, al buio, lungo strade senza lampioni, con la torcia spenta e le stelle a guidarti.

E poi alzare gli occhi… Vi assicuro che la Via Lattea, che sfiora la bocca del vulcano quasi a tuffarcisi dentro, merita tutte le espressioni di stupore.

È la voglia di prendere un pennello e provare a catturare quei colori, come se un dipinto potesse bastare a custodire tanta bellezza.

Stromboli è l’incontro con Fabio, scrittore e editore, che mi ha aiutata a leggere tra le righe di quest’isola e delle storie dei suoi abitanti.

Stromboli, per me, è  il desiderio di accordare i battiti del cuore a quelli della terra.
Lasciare che sia il vulcano a dettare il ritmo e il mare ad accompagnarlo.

Ciao, cara Stromboli 

#raccontiinvaligia #travelstorytelling #stromboli #storyteller #isoleeolie
Salina è il tempo che si dilata Salina è il polmo Salina è il tempo che si dilata

Salina è il polmone verde delle sette sorelle. 
È muri con crepe e porte colorate. 

È la voce di Massimo Troisi che echeggia a distanza di anni nella terra in cui ha girato il suo ultimo film. 

Salina è una via piena di colori che mette di buon umore, è l’odore dei cornetti caldi alle sette del mattino che la signora Rosa ha appena tirato fuori dal forno. 

È fare il bagno dentro alla bocca di un vulcano mentre le casette dei pescatori si colorano di dorato. 

È mare che accoglie e montagne che respirano. 

Salina è come le sue piante di capperi: cresce selvaggia in ogni angolo di cuore.

|Salina |Storyteller |Racconti di viaggio 

#raccontiinvaligia #isoleeolie #storytelling #pensierieparole #inviaggio
L’ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE Ad Alicudi, un tem L’ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE 
Ad Alicudi, un tempo, le donne volavano.
O almeno così si raccontava.

Erano le majare: donne capaci di lasciare l’isola di notte, attraversare il mare e raggiungere terre lontane. Leggenda? Forse. Nel 1900 un fungo infestò la segale, e anni dopo si scoprì che quella farina scura poteva far vedere ciò che non esiste.

In mezzo a questa storia sospesa tra allucinazione e realtà, prende vita il romanzo d’esordio di Marta Lamalfa

“Su quest’isola di cinque chilometri scarsi, che nessuno sapeva contare”, vive la famiglia Virgona, detta gli iatti niri: gente che lavora la terra a mezzadria e si deve accontentare delle briciole del raccolto, “come i gatti si accontentano dei topi”.

Poi arriva un lutto. E Caterina, che da sempre viveva nel riflesso della sorella gemella, deve imparare a conoscersi e riconoscersi ora che i loro corpi si sono divisi. 

Mentre l’isola si riempie di voci, di visioni e di donne che volano, Caterina comincia a immaginarsi majara: libera di appartenere a sé stessa e di oltrepassare i confini che il mare le ha imposto.

Perché L’isola dove volano le femmine parla soprattutto di questo: del bisogno di riscatto di chi ha sempre e solo chinato la schiena nei campi, sognando un altrove. Di donne che volevano scegliere se sposarsi o no, di tenere i capelli corti e decidere del proprio destino.

È un’Alicudi tenera e aspra, sfondo perfetto per personaggi indimenticabili che come in un balletto classico si ergono leggeri sopra le catene del proprio destino. 

Cari viaggialettori, se poteste volare via, dove andreste? 

|Recensione |l’isola dove volano le femmine |Letteratura di viaggio 

#raccontiinvaligia #booksandtravel #leggereviaggiando #libridiviaggio #viaggiareconleparole
Mi incuriosiscono le storie ai margini, le persone Mi incuriosiscono le storie ai margini, le persone che non hanno bisogno di mettersi al centro, i luoghi che non fanno bella mostra di sé.

A Filicudi l’aria condizionata è per pochi, non ci sono spiagge di sabbia bianca finissima né locali alla moda. Le mulattiere non sono fatte per sandali e tacchi alti e i grandi sassi delle spiagge sono tutt’altro che comodi.

Però,che mare.

Il più bello in cui mi sia tuffata, il più limpido e trasparente.

Filicudi è blu come le sue acque.

Le case affacciate su Pecorini a Mare raccontano storie di adattamento, di resilienza e di una vita che segue ancora i ritmi dell’isola.

Filicudi non è per tutti.

È per le anime romantiche, per chi sa sdraiarsi sull’amaca di un terrazzo di maioliche, senza badare alla fuliggine agli angoli delle colonne, e restare lì a guardare una distesa di pace e azzurro.

Per chi aspetta che ogni cosa si colori d’arancio mentre dal fornello arriva il profumo della salsa di pomodoro.

Qui le cucine sono rigorosamente fuori.

La vita è fuori.

Qui tutto sa di libertà: i capelli sciolti mossi dal vento, un sorso di birra davanti al sole che tramonta, le porte lasciate aperte.. 

Filicudi è per le anime spontanee, sincere. Quelle che, qualche volta, abbiamo la fortuna di incontrare nelle nostre vite.

Un po’ come M. e L., il cui accento tradisce subito le origini bolognesi. 

Due chiacchiere, quattro risate e la sera dopo eravamo seduti allo stesso tavolo davanti a un piatto di spaghetti cucinato dal tifosissimo M.

Quest’isola ricorda il piacere della condivisione, delle storie ascoltate senza fretta e della bellezza delle cose semplici.

Perché il lusso, qui, è sentirsi ricchi senza avere bisogno del lusso.

Filicudi non è per tutti. 

|Storyteller |Diario di viaggio | Sud Italia

#raccontiinvaligia #filicudi #storytelling #raccontidiviaggio #isoleeolie
📖 IL MARE DI PIETRA Le isole affascinano da semp 📖 IL MARE DI PIETRA 

Le isole affascinano da sempre i viaggiatori, forse per quel senso di libertà e di infinito che riescono a regalare anche dentro uno spazio piccolo e determinato. 

E proprio le isole Eolie, sono state le protagonista delle mie vacanze e tra i libri in valigia ho messo anche Il mare di pietra di Francesco Longo, un libro che racconta le Sette Sorelle attraverso sensazioni, incontri e impressioni, senza trasformarsi in una guida e senza suggerire al lettore percorsi da seguire.

A descrivere le isole sono piuttosto i loro colori e i mezzi con cui ci si sposta su di esse.

E se alle Eolie è facile tornare con la mente ai grandi miti cinematografici che le hanno rese famose, basta allargare un po’ l’orizzonte perché arrivino anche altre isole e altre storie: quelle di Melville, di Joseph Conrad, fino a Daniel Defoe con il naufrago più famoso della letteratura.

Ed è così che, mentre fuori dal finestrino dell’aliscafo scorre una delle sette sorelle, a ogni pagina il viaggio sembra continuare altrove. 

Libro consigliato a chi ama le Eolie, a chi vorrebbe andarci e a chi ne prova nostalgia 

Al link in bio trovate la recensione completa

Cari viaggialettori, c’è un’isola, reale o raccontata in un libro, che vi ha fatto venire voglia di partire?

|Recensione libri |Libri di viaggio |

#raccontiinvaligia
#isoleeolie #leggeresempre #bookstagramitalia #booksandtravel
Segui su Instagram
il mare di pietra, isole eolie Francesco Longo

Il mare di pietra| Francesco Longo

La saggezza del mare| Björn Larsson

Liberazione| Sandor Márai

La suite di Giava Jan brokken

La Suite di Giava| Jan Brokken

© 2025 – Racconti in valigia- Blog di viaggi e libri da portare in viaggio

La ragazza del Kyushu | Matsumoto SeichoChiesa BluCosa vedere a Bratislava in due giorni
Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, acconsentite al nostro utilizzo dei cookie.

Accettare le impostazioniNascondi solo la notificaImpostazioni

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica