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Racconti in valigia

Giungla Polacca | Ryszard Kapuscinski

Kapuscinski - Giungla polacca

Siamo lontani dal Kapuscinski di Ebano e In viaggio con Erodoto. In Giungla Polacca, suo esordio letterario, troviamo una penna più acerba ma in cui si scorge quello stile asciutto e fotografico che segnerà il successo dell’autore polacco. 

Kapuscinski si trova in un villaggio in Ghana e sta tentando di raccontare agli indigeni radunati attorno al fuoco della sua terra. È proprio in quel momento che realizza quanto sia complicato descrivere fedelmente il proprio Paese, poiché per quanto ci si sforzi  “ne resterà sempre fuori qualcosa, la più importante e fondamentale”.

Giungla polacca è un reportage suddiviso in 21 racconti nei quali vengono toccati molti temi, come quello della guerra ma, soprattutto, è una fotografia dell’identità polacca post socialista.

I suoi protagonisti sono principalmente gli umili, ma anche ingegneri, artisti; persone che non hanno fatto la Storia ma le cui esistenze ne hanno sentito il peso. Sono vite silenziose ai margini che raccontano persone dalle mille sfaccettature: incontreremo quelle  fiduciose altre disilluse, alcune piene di così tanto amore da sacrificare sé stesse (perfino la salute). Ci sono quelli che pensano al progresso, che vogliono le scarpe all’ultima moda ma poi non hanno mai lavato i denti nemmeno una volta. C’è chi non ha mai lasciato il proprio villaggio e chi, invece, è sempre in movimento.

E poi c’è l’eco della guerra, quel passato carico di dolore che forgia le identità ma dal quale è possibile imparare e guardare al futuro.

Giungla polacca di Kapuscinsky è una fotografia a colori ricca di sfumature che ci ricorda quanto poliedrica sia la società e quanta forza richieda la speranza. Non importa quanto dolore e quanti orrori si sono sopportati, “basta aspettare: prima o poi la terraferma si ripresenta. La terraferma sparisce e ritorna. La terra ferma c’è sempre, da qualche parte!”.

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Umanità Dovremmo ricordare che prima di tutto siam Umanità
Dovremmo ricordare che prima di tutto siamo esseri umani. 
Ricordare la storia dietro ogni volto. 

Dovremmo ricordare tutti, governanti e governati, che è la dignità che deve essere garantita, sempre. 

Per tutte quelle creature luminose che abitano il mondo 

Portrait | Humans of the world |Travelphotography
Cari viaggialettori, scelgo di chiudere il viaggio Cari viaggialettori, scelgo di chiudere il viaggio a Budapest con questi scatti che raccontano prospettive, amori, curiosità. 

Sapevo che questo viaggio sarebbe stato l’ultimo prima delle ferie estive. 

Ho camminato tra le vie con la voglia di godermi ogni angolo, ogni luce, ogni sapore. 

Con la gioia di condividere ogni passo con chi mi è a un millimetro di cuore.

E quindi, braccia rivolte al cielo per celebrare questa vita meravigliosa. 

Buon viaggio ❤️

#raccontiinvaligia #storytelling #raccontidiviaggio #pensierieparole #budapest
📚LUOGO CHE VAI LIBRO CHE PORTI 📍Ungheria C’è una 📚LUOGO CHE VAI LIBRO CHE PORTI
📍Ungheria

 C’è una ballata che Iza detesta: parla di una vergine pallida e fredda, distesa su un catafalco.
Iza la rifiuta perché non vuole  incrinare l’ordine con cui ha imparato a difendersi dal dolore.

Era bambina quando suo padre Vince era stato destituito dalla carica di giudice per non aver assecondato le richieste del regime fascista, facendosi carico dell’ingiustizia subita dal padre e dei sacrifici della madre. 

Con caparbietà era entrata nella facoltà di medicina sposando poi il suo grande amore, Antal.

Ma l’amore chiede calore e il cuore di Iza era rimasto di ghiaccio. Quando il suo matrimonio finì lasciò il vecchio paesino di campagna e si rifugiò a Pest.

La ballata di Iza di Magda Szabó si apre con la morte di Vince e con il ritorno di Iza nella sua terra. È Etelka, la madre, a raccontarci la vita di Vince, la destituzione, gli anni difficili senza stipendio, la riabilitazione tanto attesa.

Dopo il funerale Iza dispone che la madre vada a vivere a Pest: svuota, organizza, sistema. 
Getta tutto ciò che è vecchio credendo “che il passato dei vecchi sia ostile, non si è accorta che è invece la misura per spiegare e capire il presente”. 

Porta la madre nel suo appartamento moderno, convinta di salvarla dalla solitudine.
Ma nella casa di Iza non c’è fuoco né spazio per i ricordi che tengono insieme una vita quando tutto il resto è stato perduto. 

Ed Etelka si spegne lentamente.

La Szabó ci restituisce un romanzo potente descrivendo ogni personaggio attraverso monologhi in terza persona costruiti con estrema precisione. 

Con una scrittura asciutta ma graffiante scava nel profondo del lettore restituendo le emozioni dei personaggi e i loro dolori. E solo alla fine ci ricorda ciò che conta davvero. 

A voi scoprire cosa. 

Cari viaggialettori avete letto questo romanzo? 
Mi piacerebbe sapere se anche voi avete trovato Iza insopportabile e, allo stesso tempo, dolorosamente comprensibile.

#raccontiinvaligia #laballatadiiza #librieviaggi  #recensione #libriinvaligia
Saramago scriveva: “Bisogna vedere quel che non si Saramago scriveva: “Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate. […] Bisogna ritornare sui posti già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini”.

Il mio viaggio a Budapest è stato proprio così. Dalla sua veste invernale, l’ho rivista in quella primaverile.

Il cielo grigio si è fatto azzurro, la gente era leggera nelle sue magliette di cotone e il marrone dei rami spogli ha lasciato spazio al rosa brillante dei ciliegi.

Ed è stato proprio questo viale adorno di ciliegi in fiore la sorpresa più grande. Continuavo a fermarmi per fotografarlo.

Forse è questo che mi piace dei viaggi: la possibilità di trovare qualcosa che non stavamo cercando.

E voi, cari viaggialettori, siete d’accordo con Saramago?

#raccontiinvaligia #budapest #travelphotography #travelstories #inviaggio 

|Storytelling |Racconti di viaggio |Sguardi sul mondo
Ho visitato quasi tutte le città attraversate dal Ho visitato quasi tutte le città attraversate dal Danubio, ma Budapest resta quella che più mi ha colpito

Quando dai Bastioni dei Pescatori si osserva il Danubio è quasi naturale immaginarlo come qualcosa di vivo.

Nel suo perenne scorrere ha osservato, meglio di chiunque, ogni tratto peculiare della città, ogni angolo, ogni cambiamento facendosi custode di storie. 

Quelle di chi perse la vita nell’alluvione del 1838, degli ebrei fucilati tra il ’44 e il ’45, ma anche le storie più romantiche di chi oggi passeggia lungo il fiume nelle sere d’estate sorseggiando un drink

E forse la bellezza di Budapest risiede tutta qui: in un fiume che separa, unisce e che nel suo incessante scorrere continua a custodire la memoria. 

Cari viaggialettori, voi avete visitato una delle città attraversate dal Danubio? 
Quale vi ha affascinato di più? 

#raccontiinvaligia#budapest #travelstories #danuberiver #inviaggio 

|Racconti di viaggio |Storytelling |Sguardi sul mondo
In Liberazione, Sándor Márai racconta Budapest dur In Liberazione, Sándor Márai racconta Budapest durante gli ultimi giorni dell’assedio del 1945. 

Erzsèbet si rifugia insieme ad altre centoquaranta persone nella cantina di un palazzo mentre, sopra di loro, la città viene distrutta dalle bombe. 

La guerra, che fino a poco prima sembrava distante, è arrivata fin dentro lo scantinato. 

Ci si abitua al fetore, alla fame, ai corpi che non riescono più a lavarsi, alla paura che lentamente modifica ogni rapporto umano. 

E mentre tutti attendono la fine dell’assedio, resta una domanda: cosa significa davvero essere liberi? 

Centoquaranta anime ingabbiate sopravvivono e intanto attendono. Ed Erzsèbet diviene la voce collettiva: la vittima, l’incertezza, la speranza.

La potenza di Márai risiede nell’aver raccontato la guerra attraverso lo spazio ristretto e soffocante di uno scantinato analizzando il respiro, gli affanni della natura umana. 
E a un certo non c’è più paura del tedesco o del bolscevico: si teme semplicemente ieri come oggi, in Ungheria o in Medio Oriente, chiunque porti in dote la mostruosità.

Sul blog trovate la recensione completa
Il link è in bio

🔹Cari viaggialettori, c’è una città che associate immediatamente alla sua storia?
🔹Vi capita di immaginare le città attraverso i libri prima ancora di visitarle?

#raccontiinvaligia #sandormarai #bookstagramitalia #ticonsigliounlibro #libriinviaggio
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