• Home
  • Libri
    • Letteratura dall’Africa
      • Libri dalla Nigeria
    • Letteratura dall’Asia
      • Libri dal Giappone
      • Libri dal Medio Oriente
      • Libri dal sud est asiatico
      • Libri dall’Asia meridionale
      • Libri dall’Asia settentrionale
    • Letteratura dalle Americhe
    • Letteratura dall’Europa
      • Libri dai Balcani
      • Libri dal Nord Europa
      • Libri dall’Est Europa
      • Libri dall’Europa Occidentale
  • Racconti in Valigia
  • Foto
  • Chi Sono
  • Scrivimi
  • Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • Home
  • Viaggi
  • Libri
  • Racconti
  • Libri in valigia
  • Libri sul comodino
  • Di pensieri
  • Blog
  • Recensioni
  • Foto
  • Chi Sono
  • Scrivimi
  • Cerca
  • Menu Menu
Racconti in valigia

Liberazione| Sandor Márai

24 Dicembre 1944. Erzsèbet, con in mano i documenti falsi, fa murare suo padre, lo scienziato ricercato dalle croci frecciate e i nazisti, in una cantina grande quanto una dispensa. Colui che dedicò la sua vita col naso rivolto verso le stelle adesso guarda il fango. Niente luci, solo il buio e l’assedio dei russi che da giorni combattono contro i nazisti nella capitale ungherese.

Le bombe sono troppo insistenti, troppo vicine e anche Erzsèbet deve rifugiarsi nella cantina del palazzo: ventiquattro giorni insieme ad altre 140 persone in attesa, tra ambienti malsani e promiscui, della fine. Una fine che significa cosa? Libertà forse?

Sandor Marai ci racconta, con potenza, quei giorni che si susseguono in una realtà divenuta la trappola di sé stessa. Ci si abitua al fetore, al cibo che inizia a scarseggiare, all’acqua che non c’è, ai corpi che non possono più lavarsi.

I vincoli sociali si sono rotti sotto il peso della guerra: si ruba, si litiga e ogni senso di razionalità sembra sbiadito.

Centoquaranta persone nel buio si chiedono cosa accada là fuori, chi sia l’assediante.  Forse un essere umano identico agli assediati

E la guerra, che all’inizio sembrava altrove, si è spostata in città. Dalla grande città è finita tra i quartieri, poi sempre più vicina alle vie, fino a giungere in uno scantinato. La guerra è qui.

E mentre tutti restano in attesa, Erzsèbet si chiede cosa rappresenterà questa fine, quale speranza. Anche adesso che gli spari si sono placati e che forse tutto è terminato, i bolscevichi saranno la salvezza?

Quel bolscevico dagli occhi di ghiaccio sceso nella cantina perché la gente possa tornare in strada a vedere il cielo, è ancora un essere umano?

Un incontro fatto di silenzi, terrore e ferocia. E mentre da un lato si consuma la violenza, nell’altro angolo dello scantinato maleodorante un uomo si vergogna di essere uomo.

Fuori, giace il corpo di un giovane soldato dagli occhi di ghiaccio e il cielo rischiara il buio.

A Erzsèbet non resta che incamminarsi, incerta, verso un destino non ancora scritto e che segnerà i successivi quarant’anni della storia ungherese.

Un romanzo che si svolge all’interno di uno scantinato in una sorta di flusso di coscienza. La potenza di Sandor Màrai si rivela nella sua capacità di raccontare la guerra in uno spazio così ristretto attraverso la natura umana. 

Ne analizza il respiro, gli affanni, la tragedia che vuole prendersi presente e futuro. Centoquaranta anime ingabbiate sopravvivono e intanto attendono.Erzsèbet diviene la voce collettiva: la vittima, l’incertezza, la speranza.

Non c’è più paura del tedesco o del bolscevico :si teme semplicemente colui che, ieri e oggi, in Ungheria o in Medio Oriente, porta in dote la mostruosità.

Liberazione è un romanzo che consiglio di leggere per indagare la natura umana e quanto e cosa la guerra distrugga. 

Altre Recensioni che potrebbero interessarti

    •   Back
    • Letteratura dall'Europa
    • Letteratura dall'Asia
    • Letteratura dall'Africa
    • Letteratura dalle Americhe
    • Libri dai Balcani
    • Libri dal Nord Europa
    • Libri dall'Est Europa
    • Libri dall'Europa Occidentale
    • Libri dal Giappone
    • Libri dal sud est asiatico
    • Libri dall'Asia meridionale
    • Libri dal Medio Oriente
    • Libri dall'Asia settentrionale
    • Libri dalla Nigeria
Kukum

Kukum | Michel Jean

Demon Copperhead recensione

Demon Copperhead | Barbara Kingsolver

Dio di illusioni | Donna Tartt

Dio di illusioni | Donna Tartt

Il cardellino | Donna Tartt

Il cardellino | Donna Tartt

Trilogia di New York | Paul Auster

Trilogia di New York | Paul Auster

Follie di Brooklyn | Paul Auster

Follie di Brooklyn | Paul Auster

Home / Recensioni / Letteratura dall'Europa / Liberazione| Sandor Márai

Home

Recensioni in Valigia

Racconti in Valigia

Fotografie in Valigia

Chi Sono

Scrivimi

cri_racconti_in_valigia

Oggi avrei dovuto pubblicare un post sulla mia Cal Oggi avrei dovuto pubblicare un post sulla mia Calabria. Ho deciso di riscrivere le parole che avrei voluto usare.

«Il Sud è tempo lento.»
«Ha un mare cristallino.»
«Come si mangia bene al Sud.»

Vorrei raccontarvi anche altro.

Il Sud è attaccamento a una terra che a volte culla, altre schiaffeggia.

È la terra di chi se ne va portandosene un pezzo in ogni angolo di mondo. 

Ma è soprattutto la terra di chi resta. Di chi se ne prende cura, di chi lavora, di chi continua a crederci anche quando sarebbe più facile arrendersi.

È la terra di chi oggi scende in strada, perché lavorare non dovrebbe significare lottare ogni giorno per sopravvivere.

Di chi chiede di essere ascoltato, di essere visto. E non soltanto per tre giorni, o per i trenta secondi di un reel.

Il Sud è una terra che accoglie. Ma troppo spesso dimentichiamo che ad accoglierci sono le persone. Quelle che con ostinazione e coraggio tengono vivi i luoghi che tanto amiamo.

Oggi questo post è per loro

#raccontiinvaligia #storytelling #suditalia
La mia terra, è terra che sorride. Una madre alla La mia terra, è terra che sorride. Una madre alla quale tornare, ogni volta, senza chiedere permesso.

È una tavola apparecchiata, un paesino abbarbicato ai pendii della montagna, è un tramonto che tinge tutto di viola e mette tutti i pensieri in ordine. 

E non importa quanto in alto salirai e quanta paura avrai, il mare è sempre lì a dirti che ovunque volgerai lo sguardo, lo troverai allo stesso posto. 

Ed è rassicurante che in una vita che esige cambiamento, come quel panta rei tanto caro ad Eraclito, qualcosa resti costante. 

Forse è questo che spinse Leonida Repaci a vivere una vita vista mare. Lontano dalle cose ovvie, dalle strade principali, dai posti in alto. 

Una casa di cemento fuori e legno caldo all’interno. Un terrazzamento di ulivi intorno e la pietrosa proprio in faccia ai tramonti e alle Isole Eolie che fanno un saluto nei giorni più limpidi. 

È talmente bello qui che sedendo su una panchina in mezzo al verde, con la terra ruvida sotto ai piedi e l’orizzonte infinito davanti, i pensieri si srotolano e il silenzio diventa un compagno di chiacchiere. 

Alcuni posti insegnano il tempo di restare 

Penso a quante volte, presi dalla frenesia, dal lavoro, dai “mi riposo domani”, quel domani non arriva mai. E nemmeno l’”adesso”, che rimane lì a tenderci le braccia e a guardarci con gli occhi di un bambino. 

A me quell’ “adesso” si è tatuato sul cuore. 

E la foto più bella che porto dalla mia Calabria, da questa casa affacciata sul mare, è quella che non ho scattato. 

#raccontiinvaligia #calabriadascoprire #raccontidiviaggio #slowtravelitalia #calabriadaamare
📖A Stromboli Lidia Ravera ci porta nell’isola sen 📖A Stromboli 
Lidia Ravera ci porta nell’isola senza luci dove la bussola è rappresentata da stelle e via lattea. 

Ci racconta di questo amore improvviso e inaspettato nato in un 15 di agosto mentre, insieme all’amica Patrizia, recita nel teatro uno dei suoi pezzi. 

Dell’inverno che entra dalla finestra con prepotenza e delle navi cariche di cibo che non arrivano perché il mare è in burrasca. 

Sì, perché quello a cui nessuno pensa e che su un’isola è il mare che detta i tempi, le andate e i ritorni. 

E di ritorni, l’autrice ne ha compiuti molti prima di stabilirsi sull’isola per sei mesi all’anno con una terrazza affacciata sul mare e il vulcano a colorare il cielo di rosso. 

Lo Stromboli,  presenza costante a cui gli abitanti sono abituati da millenni, rispettosi, ammaliati e a volte anche un po’ timorosi. 

Le pagine si riempiono delle storie di chi l’isola la abita, si riempiono di mare, vento, fuoco e di questa terra dolce amara. 

Si impara il presente, a Stromboli. Quello che l’autrice, altrove, non riusciva a trovare perché sempre proiettata verso un domani carico di impegni. 

Su quest’isola, quando le luci si spengono e i turisti sono salpati verso nuove mete, resti sola con te stessa incontrandoti ogni volta come fosse la prima. 

#raccontiinvaligia #bookstagramitalia #letteraturadiviaggio #libridiviaggio #stromboli
C’è un momento in cui, dall’aliscafo, l’orizzonte C’è un momento in cui, dall’aliscafo, l’orizzonte smette di essere una linea infinita. A interromperlo è un cono vulcanico che si innalza per oltre novecento metri sopra il mare e affonda per altri duemila sotto la superficie.

A Stromboli, il sommerso e il visibile si muovono allo stesso ritmo.

L’isola accoglie con il profumo della ginestra e la ruvidità della pietra lavica. Case bianche aggrappate alle rocce, sabbia nera e mare blu cobalto.

E intanto, dall’alto, lo Stromboli resta vigile. La notte si accende di lapilli incandescenti e il silenzio viene interrotto dal fragore delle esplosioni, che si ripetono, in media, ogni 10-20 minuti.

Alexandre Dumas padre lo definì «il vulcano più gentile della terra», per le sue periodiche e infuocate eruzioni.

Ma c’è qualcosa di Stromboli che nessuna descrizione, per quanto accurata, riesce davvero a restituire.
Quest’isola mi è entrata nel cuore con la forza di un mare in tempesta.

È una forza ancestrale che ti trascina da qualche parte, lontanissimo, e risveglia la voglia di camminare scalza su un pavimento di cenere e pietra lavica.

È camminare di notte, al buio, lungo strade senza lampioni, con la torcia spenta e le stelle a guidarti.

E poi alzare gli occhi… Vi assicuro che la Via Lattea, che sfiora la bocca del vulcano quasi a tuffarcisi dentro, merita tutte le espressioni di stupore.

È la voglia di prendere un pennello e provare a catturare quei colori, come se un dipinto potesse bastare a custodire tanta bellezza.

Stromboli è l’incontro con Fabio, scrittore e editore, che mi ha aiutata a leggere tra le righe di quest’isola e delle storie dei suoi abitanti.

Stromboli, per me, è  il desiderio di accordare i battiti del cuore a quelli della terra.
Lasciare che sia il vulcano a dettare il ritmo e il mare ad accompagnarlo.

Ciao, cara Stromboli 

#raccontiinvaligia #travelstorytelling #stromboli #storyteller #isoleeolie
Salina è il tempo che si dilata Salina è il polmo Salina è il tempo che si dilata

Salina è il polmone verde delle sette sorelle. 
È muri con crepe e porte colorate. 

È la voce di Massimo Troisi che echeggia a distanza di anni nella terra in cui ha girato il suo ultimo film. 

Salina è una via piena di colori che mette di buon umore, è l’odore dei cornetti caldi alle sette del mattino che la signora Rosa ha appena tirato fuori dal forno. 

È fare il bagno dentro alla bocca di un vulcano mentre le casette dei pescatori si colorano di dorato. 

È mare che accoglie e montagne che respirano. 

Salina è come le sue piante di capperi: cresce selvaggia in ogni angolo di cuore.

|Salina |Storyteller |Racconti di viaggio 

#raccontiinvaligia #isoleeolie #storytelling #pensierieparole #inviaggio
L’ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE Ad Alicudi, un tem L’ISOLA DOVE VOLANO LE FEMMINE 
Ad Alicudi, un tempo, le donne volavano.
O almeno così si raccontava.

Erano le majare: donne capaci di lasciare l’isola di notte, attraversare il mare e raggiungere terre lontane. Leggenda? Forse. Nel 1900 un fungo infestò la segale, e anni dopo si scoprì che quella farina scura poteva far vedere ciò che non esiste.

In mezzo a questa storia sospesa tra allucinazione e realtà, prende vita il romanzo d’esordio di Marta Lamalfa

“Su quest’isola di cinque chilometri scarsi, che nessuno sapeva contare”, vive la famiglia Virgona, detta gli iatti niri: gente che lavora la terra a mezzadria e si deve accontentare delle briciole del raccolto, “come i gatti si accontentano dei topi”.

Poi arriva un lutto. E Caterina, che da sempre viveva nel riflesso della sorella gemella, deve imparare a conoscersi e riconoscersi ora che i loro corpi si sono divisi. 

Mentre l’isola si riempie di voci, di visioni e di donne che volano, Caterina comincia a immaginarsi majara: libera di appartenere a sé stessa e di oltrepassare i confini che il mare le ha imposto.

Perché L’isola dove volano le femmine parla soprattutto di questo: del bisogno di riscatto di chi ha sempre e solo chinato la schiena nei campi, sognando un altrove. Di donne che volevano scegliere se sposarsi o no, di tenere i capelli corti e decidere del proprio destino.

È un’Alicudi tenera e aspra, sfondo perfetto per personaggi indimenticabili che come in un balletto classico si ergono leggeri sopra le catene del proprio destino. 

Cari viaggialettori, se poteste volare via, dove andreste? 

|Recensione |l’isola dove volano le femmine |Letteratura di viaggio 

#raccontiinvaligia #booksandtravel #leggereviaggiando #libridiviaggio #viaggiareconleparole
Segui su Instagram
il mare di pietra, isole eolie Francesco Longo

Il mare di pietra| Francesco Longo

La saggezza del mare| Björn Larsson

Liberazione| Sandor Márai

La suite di Giava Jan brokken

La Suite di Giava| Jan Brokken

© 2025 – Racconti in valigia- Blog di viaggi e libri da portare in viaggio

La Suite di Giava| Jan BrokkenLa suite di Giava Jan brokkenracconti in valigiaLa saggezza del mare| Björn Larsson
Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare nel sito, acconsentite al nostro utilizzo dei cookie.

Accettare le impostazioniNascondi solo la notificaImpostazioni

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica