Tra il Settecento e l’Ottocento, in Francia, il direttore del quotidiano Journal des Débats, decise di riservare uno spazio a fondo pagina alle notizie culturali.
Honorè de Balzac, nel 1831, cogliendone subito le potenzialità, anticipò alcuni capitoli del suo romanzo riscuotendo un enorme successo.
Così, quando pochi anni dopo, precisamente nel 1836, Emile de Girardin fondò il quotidiano La Presse, ebbe la felice intuizione di sfruttare l’onda del successo degli altri quotidiani riservando uno spazio a fondo pagina alla pubblicazione di racconti inediti a puntate.
Proprio dalla posizione riservata ai racconti, nacque il termine feuilleton o romanzo d’appendice.
Si trattava per lo più di letteratura semplice che doveva arrivare alle masse, creare suspance e fidelizzare il cliente spingendolo ad acquistare il quotidiano. Sarà per questo motivo che molti non riconobbero in esso un genere letterario vero e proprio.
Tuttavia non dovete ingannarvi credendo che la qualità dei racconti fosse scarsa.  Vi sarete certo imbattuti, almeno una volta nella vita, in un romanzo d’appendice che avete creduto si trattasse di un romanzo come un altro.
Questo errore è comune perché i racconti una volta pubblicati a puntate venivano ripubblicati nella loro interezza. A questo bisogna aggiungere l’assenza totale di informazioni all’interno del libro stesso.
Bisogna quindi fare un’analisi approfondita per scoprire quali sono i romanzi d’appendice. Sono certa che quando lo scoprirete resterete sorpresi almeno quanto me.

Nell’Ottocento furono molti gli scrittori francesi che pubblicarono i loro feulleiton, tra questi Alexandre Dumas padre con I tre moschettieri, pubblicato a puntate sul giornale Le siècle nel 1844 e Gustave Flaubert con Madame Bovary pubblicato a puntate sulla rivista La Reuve de Paris nel 1856 che costò allo scrittore una denuncia per immoralità.

In Inghilterra invece, Agatha Chsristie pubblicò a puntate Dieci piccoli indiani sulla rivista Daily express nel 1939 Esso detiene il record del giallo più venduto nel mondo.

In Russia troviamo invece Fedor Dostoevskij con Delitto e castigo e i fratelli Karamazov nel 1866. Cui si affianca Lev Tolstoj con Guerra e pace e Anna Karenina

In Italia invece, la pubblicazione a puntate spetta a Collodi, con il suo Pinocchio. Racconto stampato sul Giornale per i bambini tra il 1881 e il 1882.

Il romanzo d’appendice dopo la Seconda guerra mondiale verrà sostituito dai fotoromanzi e dalle fiction.

2 commenti
    • Cristina
      Cristina dice:

      Grazie, sono contenta tu lo abbia trovato interessante.
      finito anche io Madame Bovary qualche giorno fa e presto pubblicherò la recensione. Sarei felice di sapere cosa ne pensi anche tu.

      A presto

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